lunedì 9 maggio 2022

Lungo, ristretto, doppio: tutti i tipi di espresso italiano

Caffè lungo, corto, ristretto, doppio

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autore: Redazione

Caffè lungo, ristretto, corto o doppio. Quando si parla di espresso italiano, ognuno ha il suo preferito. Ma quali sono le differenze tra queste varianti? Scopriamole

Ciascuno ha un proprio, personalissimo, rapporto con il caffè espresso. C’è chi lo vede come un momento di piacere da far durare, quando possibile, qualche minuto in più, chi lo vede come un attimo fugace, breve ma intenso, e chi invece ha con il caffè un rapporto più "pragmatico", e vede nella tazzina quell’aiuto per affrontare una dura giornata densa di impegni.

Da questi atteggiamenti sono nati diversi modi di preparare e servire l’espresso italiano: lungo, corto, ristretto o doppio. Tuttavia, preparare queste varianti del classico espresso non è affatto scontato: errori e luoghi comuni sono dietro l’angolo. Scopriamo qualcosa in più con questa guida.

Come preparare un espresso


La preparazione di un classico espresso italiano, o caffè corto, prevede l’estrazione del caffè grazie al passaggio di acqua quasi bollente, tra i 90 e i 92°C, fatta passare attraverso il filtro per 25-30 secondi a una pressione di 9 atmosfere.

Se vuoi conoscere qualcosa in più, ti consigliamo di leggere l’articolo che abbiamo realizzato su come si prepara il caffè espresso. In questa guida, invece, ci basta sapere che il caffè corto, a differenza degli altri caffè che abbiamo elencato, è il tipico espresso, della quantità standard di circa 25 ml, che viene servito al bar ogni volta che chiediamo un generico "caffè".

Viene servito nella classica tazzina in ceramica o, se richiesto, in bicchierino di vetro. Se ben realizzato, inoltre, ha uno strato più o meno spesso di crema, lucida e levigata, che lo rende affascinante e seducente: la cremosità, infatti, è una delle caratteristiche che contraddistinguono l’espresso italiano.

Differenza tra caffè lungo e caffè corto


La differenza tra caffè lungo e caffè corto risiede nella quantità di prodotto. Se, infatti, un espresso corto è sui 25 ml, per il caffè lungo parliamo di circa 40 ml di prodotto.

Bisogna però fare attenzione: la quantità maggiore di caffè non deve essere ottenuta allungando la durata di estrazione, che deve rimanere sempre la stessa, quanto aggiungendo la giusta quantità di acqua calda al nostro espresso in tazzina, una volta che l’estrazione è già avvenuta.

Questo perché allungando il tempo di estrazione oltre i 25 secondi standard si corre il rischio di portare in tazza le sostanze meno desiderabili del nostro caffè, quelle meno gradevoli al palato e meno digeribili.

Viceversa, aggiungendo acqua al nostro espresso si diluiscono solamente le sostanze presenti, dando origine a un caffè meno corposo e meno intenso, ma con le stesse proprietà, e anche la stessa quantità di caffeina, di un espresso normale.

Caffè ristretto: come si prepara


Se il caffè lungo ha una quantità maggiore di bevanda rispetto al caffè corto, il caffè ristretto ne ha una quantità minore. Per quanto riguarda l’espresso ristretto, infatti, parliamo di una quantità di prodotto intorno ai 15-20 ml.

In questo caso, abbiamo aromi più concentrati e una quantità minore di caffeina, in quanto si richiedono tempi di estrazione inferiori.

E il caffè doppio?


Per chi desidera qualcosa di ancora più forte dell’espresso normale, c’è l’espresso doppio. In questo caso, ci troviamo davanti a nient’altro che due caffè espressi serviti in una tazza più grande.

Anche qui, bisogna fare attenzione: i due espressi devono essere il risultato di due estrazioni diverse, non bisogna fare il doppio del caffè con la medesima estrazione.

Quale caffè ha più caffeina?


La quantità di caffeina varia in base al tempo di estrazione del caffè: maggiore è il contatto dell’acqua con la polvere di caffè, maggiore sarà la quantità di caffeina in tazza. È evidente, allora, che, tra quelli che abbiamo elencato, il caffè doppio è quello che ha una maggior quantità di caffeina.

Subito dopo abbiamo l’espresso normale e l’espresso lungo, che hanno la stessa quantità di caffeina in quanto sono preparati con lo stesso tempo di estrazione, e in ultima posizione il caffè ristretto. Quest’ultimo, infatti, con i suoi tempi di estrazione - anch’essi "ristretti" - è un concentrato di aromi, non di caffeina, e rappresenta un’alternativa valida se si intende ridurne l’apporto giornaliero.

Va anche detto, rispetto alla quantità di caffeina, che ogni varietà di caffè in grani ne ha una concentrazione diversa, e che esistono delle differenze tra varietà arabica e varietà robusta. In generale, infatti, la varietà robusta ne ha una concentrazione più alta rispetto all’arabica (circa il doppio). Non solo: anche il procedimento di torrefazione influisce sulla quantità di caffeina. Una tostatura scura (adatta al caffè espresso), di solito, ne ha una quantità di poco inferiore rispetto a un profilo di tostatura più chiaro (più adatto per la preparazione del caffè filtro).

Scopri un caffè unico per il classico espresso italiano


Lungo, corto, ristretto o doppio: in qualsiasi modo tu preferisca gustare il tuo espresso, per una bevanda di qualità è necessaria un’ottima materia prima. All’interno del nostro shop trovi il miglior caffè in grani per i tuoi momenti di piacere e di condivisione.

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P.S. Sai come si prepara un Capo in B, il caffè della tradizione triestina? Leggi questo articolo per saperne di più.
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